Provvedimenti. Libera circolazione dei capitali: la Commissione chiude una procedura d’infrazione contro l’Italia per quanto concerne l’acquisizione di partecipazioni in banche italiane
31st gennaio 2007
24/1/2007: La Commissione europea ha deciso di chiudere una procedura d’infrazione contro l’Italia per quanto concerne la vigilanza prudenziale sull’acquisizione di partecipazioni in banche italiane. La Commissione continuerà a monitorare il settore dei servizi finanziari per eliminare tutti gli eventuali ostacoli alla libera circolazione dei capitali non giustificabili per ragioni di vigilanza prudenziale che potrebbero ostacolare il consolidamento transfrontaliero del settore finanziario comunitario. Quando la Commissione constata infrazioni del diritto comunitario riguardanti investimenti diretti da parte di istituti finanziari della UE, persegue tali casi con vigore, come ha già fatto per altri ostacoli agli investimenti diretti intracomunitari.
La decisione di chiudere il caso fa seguito alle modifiche apportate dall’Italia al suo quadro di regolamentazione nazionale riguardante le decisioni delle autorità di vigilanza in materia di acquisizione di partecipazioni in banche italiane da parte di altre banche della UE. Queste modifiche sono state adottate dopo che l’Italia era stata invitata formalmente dalla Commissione a presentare le proprie osservazioni sul suo quadro di regolamentazione nazionale, nell’ambito della prima fase della procedura d’infrazione di cui all’articolo 226 del trattato CE (cfr. IP/05/1595).
La Commissione si era preoccupata inizialmente che il quadro di regolamentazione nazionale in questione potesse consentire l’esercizio di una vigilanza senza trasparenza procedurale, creando così incertezza giuridica. Ciò avrebbe potuto disincentivare gli altri Stati membri dall’investire nell’industria bancaria italiana, in violazione delle norme del trattato CE sulla libera circolazione dei capitali (articolo 56) e sul diritto di stabilimento (articolo 43).
La Corte di giustizia europea ha stabilito standard in materia di disposizioni regolamentari riguardanti le procedure di autorizzazione. Il principio ispiratore di questi standard è che occorre indicare con chiarezza agli investitori le circostanze specifiche e obiettive in cui l’approvazione preliminare sarà concessa o rifiutata. Come illustrato nella comunicazione del 2005 della Commissione sugli investimenti intracomunitari nel settore dei servizi finanziari, gli Stati membri devono sia rispettare le libertà fondamentali garantite dal trattato CE, sia garantire l’osservanza delle direttive rilevanti quando legiferano, creano o applicano procedure amministrative. La comunicazione è disponibile al seguente indirizzo Internet:
http://ec.europa.eu/internal_market/capital/docs/communication_en.pdf
La Commissione ha presentato di recente una proposta che mira a migliorare considerevolmente la certezza giuridica, la chiarezza e la trasparenza del processo di autorizzazione prudenziale nei settori bancario, assicurativo e mobiliare. Per maggiori informazioni, cfr.:
http://ec.europa.eu/internal_market/finances/cross-sector/index_en.htm#obstacles
Le informazioni più recenti sulle procedure d’infrazione riguardanti tutti gli Stati membri sono disponibili al seguente indirizzo Internet:
http://ec.europa.eu/community_law/eulaw/index_en.htm