Provvedimenti. Segnalazione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sulla normativa italiana relativa alla distribuzione dei carburanti
2nd febbraio 2007
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato solleva alcuni problemi relativi alla critica situazione del mercato della distribuzione di carburanti.
Dopo aver valutato l’arretratezza delle strutture e i prezzi eccessivamente elevati rispetto alla media europea, l’Autorità segnalala quasi inesistenza nel mercato italiano della Grande Distribuzione Organizzata (0.5%) del mercato mentre nel resto d’Europa la stessa GDO detiene quote di mercato decisamente rilevanti (es. Francia 50%). La causa di questi dati va ricercata nelle politiche governative sia a livello statale che soprattutto a livello regionale che mirano a cristallizzare gli operatori già presenti sul mercato.
Il consolidamento della posizione degli operatori è perseguito mediante limitazioni quantitative dell’accesso al mercato fissando parametri che colpiscono indirettamente i possibili nuovi gestori (es.GDO); i parametri presi in considerazioni sono: 1) bacini di utenza (dei quali possono essere conosciute caratteristiche deficitarie o eccedentarie dell’offerta in base a parametri quali l’erogato totale regionale, i veicoli circolanti, il numero di abitanti, il numero punti vendita esistenti, i flussi di traffico, la stagionalità della domanda per motivazioni turistiche); 2) superfici minime in funzione della localizzazione dell’impianto; 3) nonché distanze minime obbligatorie misurate dall’accesso sulla viabilità pubblica.
Altrettanta finalità discriminatoria è ravvisata nelle regole comportamentali prescritte relativamente all’imposizione di un orario massimo giornaliero, di un intervallo di durata variabile tra la fascia antimeridiana e quella pomeridiana e di turni di chiusura obbligatoria. Siffatte regole appiattirebbero il servizio e consolidano di fatto la clientela.
Un ultimo rilievo dell’Autorità considera la cabina di monitoraggio che è un organo di supporto al ministero circa l’andamento del mercato petrolifero italiano e le differenze di questo rispetto agli altri paesi. La composizione di tale organismo, che prevede anche un membro in rappresentanza delle società petrolifere, delle associazioni nazionali di categoria dei gestori degli impianti di distribuzione dei carburanti più rappresentative a livello nazionale dell’industria, del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti, dell’ISTAT e dell’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas, favorisce chiaramente distorsioni della concorrenza tramite intese ed un sistema di informazione da cui l’utente non trae alcun vantaggio.